Le Fat Ladies di Domenico Cordua
Domenico Cordua, napoletano d’origine vive a Londra, è un fashion illustrator davvero innovativo e particolare. Famose ormai le sue Fat Ladies, modelle extra large, donne immense che Domenico veste con le più rinomate firme del fashion internazionale. La sua è un’ottica diversa, oltre ad essere controcorrente, spiritoso e ironico, Domenico vede il mondo amplificato e si adatta, o per meglio dire adatta. I suoi donnoni sono il simbolo dell’immenso e della magnificenza del grande fashion. Sarebbe mortificante per Cordua rappresentare una creazione Lagerfeld su una taglia 38 o meno, ecco come nascono le sue bellissime Fat Ladies. Domenico ha tante idee, oltre a illustrare mette fuori la sua vena creativa al servizio del fashion più diretto, con improvvise linee couture, edizioni limitate di t-shirt o abiti decorati con le sue famose illustrazioni.
Articolo e intervista a cura di Francesca Ancona
1) Domenico toglimi una curiosità, i grandi nomi della moda internazionale cui tu dedichi i tuoi bellissimi disegni, che reazione hanno davanti a queste versioni extra large (diciamo) ?
Anche a me piacerebbe saperlo, non ho ancora ricevuto nessun messaggio minatorio! Posso già immaginare la faccia sdegnata di Karl Lagerfeld davanti ad una mia versione extra large di Chanel hahahahah!
Scherzi a parte, quello che più mi ha divertito e coinvolto è stata la risposta del pubblico tramite il network come i tanti blogger di moda che hanno condiviso le mie “fat ladies”, devo dire con grande interesse.
Credo di aver scosso un po’ quello che è una visione omologata e statica dell’illustrazione di moda.
E grazie ai vari magazine online e pagine che in questo periodo ho molti giovani creativi, talentuosi e non, parecchi per puro coinvolgimento emozionale, seguono ciò che quotidianamente realizzo.
2) Tu sei un grande illustratore di moda (e non solo), al pari di Antonio Lopez e altri, le tue donne fuori misura vogliono essere una provocazione? un modo per andare controcorrente? o il tuo è un sincero omaggio alla donna vera, sensuale e abbondante?
Ti ringrazio, le mie donne (fat ladies) sono frutto di uno studio personale, la ricerca di una bellezza o bruttezza che sia.
Amo tutto quello che crea differenza e scaturisce una reazione non comune.
Quando ho avuto l’idea, sono partito dal concetto di BIG BRANDS (grandi marchi) mi sono chiesto, come possono le grandi brands cosi ricchi e famosi essere rappresentate da un corpo magro e scheletrico? E troppo riduttivo. Perché allora non usare una donna dalla taglia extra large? Lei si che può contenere tutta la grandezza e il potere del nome rappresentato.
3) Hai anche una tua linea moda o è una cosa temporanea?
Non ho una linea di moda definita, per il momento.
L’anno scorso ho realizzato una piccola linea di venti t-shirt tutte con differenti illustrazioni fatte da me un’edizione limitata.
E cosi che organizzai in uno store molto di tendenza di Napoli, un evento solo per un giorno.
Creai un tavolo espositore tipo buffet con tanti dolci in stile parigino: macarons, caramelle fruttate coloratissime e champagne da bere.
Le t-shirt erano servite in piatti decorati, il tutto era abbastanza kitsch! Ma fu un gran successo, diciannove su venti t-shirt vendute in una giornata di lavoro.
4) Tu sei italiano ma vivi a Londra com’è successo e perchè?
Sono nato e cresciuto a Napoli, la città che tutti temono. Dopo aver studiato un po’ di anni all’Accademia di belle Arti, ho sentito il bisogno di scappare, Napoli la sentivo troppo stretta rispetto alle mie ambizioni.
All’età di venti anni decisi di lavorare duro per riuscire a mettermi da parte il necessario per andare via e iniziare la mia avventura.
Partì un giorno, fu tutto molto veloce, desideravo andare via c’era troppa insofferenza dentro di me una voglia di vedere, apprendere, perdermi in nuova cultura, città, conoscere gente nuova.
La mia prima città fu Barcellona dove trascorsi i quattro anni più belli della mia vita.
Ma la mia voglia di viaggiare e la mia sete di conoscenza mi ha spinto a trasferirmi una
sconda volta a Londra, dove vivo e lavoro attualmente.
E una città piena di risorse mi carica, tiene viva la mia creatività.
5) Ti senti più parte del mondo fashion e di quello dell’arte?
Non sono un ossessionato del fashion, cerco di vivermi e sentire i miei interessi con distacco.
Ho sempre disegnato, dipinto, realizzato video, performance per sperimentarmi e crescere senza mai limitarmi al titolo di designer,grafico,illustratore,pittore.
Sono un creativo un visionario, le mie idee scorrono troppo veloce e vogliono espandersi ovunque e mixarsi con qualunque genere,stile che sia aperto a ricevermi.
L’arte come la moda contribuisce a ispirarmi non saprei come vivere senza
6) Cosa vuol dire essere alla moda oggi e cos’è per te la bellezza?
Essere alla moda oggi è avere tanti soldi per seguire un “TREND” se vogliamo guardarlo dal punto di vista globale. Per me vuol dire solo un’espressione un modo di giocare con se stessi senza essere schiavi delle tendenze, solo divertirsi con gusto.
Amo le persone eccentriche, uniche che vogliono apparire, che indossano abiti da sera per andare a fare la spesa al supermercato. La bellezza e qualcosa di molto raro, effimero che quando la incontri ti porta in uno stato quasi d’incoscienza.
Ti fa perdere il controllo e vuoi possederla, ma non appartiene a tutti.
7) Tu vivi in pieno il mondo della moda, è davvero così vuoto e superficiale come tutti credono? immagine, soldi, bella vita e zero intelletto?
Se non fosse così vuoto e superficiale non sarebbe tanto bello, patinato, artificiale e sarebbe molto triste non avere “il mondo della moda” .
Personalmente vivo di più la parte professionale, creativa della moda. Ho collaborato negli ultimi tempi a Londra con un fashion designer emergente (Sorapol) e devo dirti che c’è tanto lavoro e molta ricerca dietro ad ogni collezione.
8) Il maestro che ti ha dato di più…lo stilista che ami di più…
La mia curiosità, la mia vita, me stesso.
C’è ne sono tanti di designer che stimo, come Karl Lagerfeld,trovo geniale Jean paul Gaultier,Alexander McQueen..e Jhon Galliano.
9) Instancabile Domenico, con mille idee e progetti, quali saranno i prossimi?
I prossimi progetti sono da svelare nella prossima intervista:D
10)Perchè odi questo mondo e quale sarebbe il tuo mondo ideale?
“I wanna put some electric colors in this crazy-actually world even if I hate this world, but I have to live more”
Quest’ aforisma rappresenta per me un punto di partenza della mia vita per spingermi ad emergere in un mondo imperfetto…vorrei mettere colori fluo quasi elettrici che potessero cadere dal cielo per poi dileguarsi come luce e illuminare queste grandi città grigie..penso che potrebbe essere una buona cromoterapia per tutti.
Un omaggio alla cantante Adele
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Serie cocktails, Campari
Cocktail dedicato allo stilista Galliano
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Lady in London omaggio alla città adottiva di Cordua
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