Ehi, sono finiti i tempi delle coccarde, dei velluti neri, delle carrozze col pennacchio inquietante, delle donne comparse in affitto per strapparsi i capelli e urlare di strazio davanti a un corpo esanime, la morte oggi si è spogliata degli inutili orpelli e ha assunto una dimensione più discreta e essenziale, intima, privata. Un concetto di addio e di saluto, un arrivederci certo doloroso, come lo sono tutti gli abbandoni, ma consapevole. L’incognita resta, ma il lavoro millenario svolto da filosofi, pensatori, studiosi, paranormali ecc. dimostra come la vita abbia molte più dimensioni oltre a quella nota, che i fantasmi esistono, che avvenimenti inspiegabili non possono far pensare che tutto finisca lì, in quell’ultimo respiro. E così avanzano le teorie delle energie, delle dimensioni parallele, dei cambiamenti di forma e via dicendo.
In fondo la morte è diventata evento per mano dell’uomo, del suo stupore, del suo amore, della sua ignoranza. Gli animali che ben conoscono la vita, contrariamente a noi umani, hanno un atteggiamento diverso a riguardo, che ben lungi dall’indifferenza somiglia più a una misteriosa consapevolezza di una conoscenza che a noi manca.
Se ci aggiungiamo poi le numerose testimonianze di chi ha vissuto esperienze di coma la cosa diventa ancor più consolatoria, gente che ha continuato a vivere, a sentire, a vedere, persino a vedersi steso su un letto immobile, gente che ha esplorato un mondo sconosciuto e poi all’improvviso è tornata in quello solito come se nulla fosse accaduto.
Per non parlare di quelli che pensano che la morte sia una condizione mentale voluta, o inconsciamente voluta, i famosi paladini del potere mentale al di sopra di ogni potere, quelli che pensano che con la forza della mente puoi davvero fare tutto e quindi in pratica sostenitori dell’immortalità, se si vuole non morire si può basta volerlo, e questa stessa teoria vale per sconfiggere mali, malattie eccetera.
Tutta questa curiosità per il tema non è da ridursi a una semplice ricerca di una sorta di rassicurazione come i nostri avi solevano fare tramite i numerosi credo religiosi, ma è un vero e proprio studio derivato dalla conoscenza e dai mille strumenti oggi a portata di uomo. La paura certo fa ancora la sua parte ma le porte sono più aperte e luminose, la nostra vista mentale è più ampia, i cervelli più ricettivi e finalmente liberi dal giogo pressante e occludente del potere religioso tradizional-popolare riescono a vedere meglio le cose oggettivamente per quelle che sono senza veli e appannamenti forzati e limitanti.
Francesca Ancona

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