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Controcorrente

MUSIC: THE LONELINESS Il rock arrabbiato calabrese
Categories: Musica


I The Loneliness nascono ad Anoia nel settembre del 2009, un piccolo paesino della provincia di Reggio Calabria, da un idea del cantante Antonio Parrone che deciso a formare un gruppo rock inizia a cercare i componenti per allestire la band.
Dopo vari dissidi la band trova il suo equilibrio e il progetto prende forma. Inizialmente si lavora sul rock italiano e la band decide di partire come cover band degli Afterhours.
Col passare del tempo  il gruppo inizia a scrivere e a comporre dei propri pezzi staccandosi da ogni logica di mercato, cercando di non rincorrere modelli musicali, puntando sull’originalità e correndo così il rischio di piacere a pochi.
Rischio derivato dai testi scritti e cantati  in Italiano, senza paura di voler dire la propria e senza timore di essere giudicati.
Il genere di base rock  percorre ogni stile passando dal punk rock al metal, al rock classico, al grunge ecc.
I testi sfiorano varie tematiche quali: sogni planetari, la ricerca della felicità attraverso piccole cose, l’amore, il tarlo della solitudine, la società attuale, la stupidità umana cieca ed indifferente dinanzi al marcio che la circonda.
Antonio Parrone

Francesca Ancona intervista Antonio Parrone vocal dei THE LONELINESS

1) Cosa significa essere alternativi per voi?

Essere alternativi non è una moda lo si è e basta.
Essere alternativi non è ascoltare musica particolare, ma non ascoltare alcuni generi di musica in particolare.
Essere alternativi non è vestire in un certo modo no! ma andare contro chi veste elegante e costoso solo per mettere in mostra uno status sociale inesistente.
Essere alternativi è andare contro il sistema.
L’essere alternativi è nella testa ma parte dal cuore, perchè il cervello ha bisogno del cuore per poter cambiare in meglio!
Essere alternativi infatti è esternare ciò che si ha dentro, buttar fuori l’anima.

2)Vale ancora oggi la parola Moda? (parlo di tutti i settori anche quello musicale)

Certo che vale purtroppo…è di moda una cosa che piace alla maggioranza della gente, io sicuramente faccio parte della minoranza perchè non condivido ciò che è moda.
Mi piace andare contro corrente.
Credo sia giusto così, se la maggior parte della gente fosse giusta e un pò capace il mondo verserebbe in altre condizioni, forse meno vittima del consumismo e della violenza.
Credo che ognuno di noi debba dire e fare ciò che sente più giusto senza farsi influenzare dalla moda e conformarsi agli altri.
La moda toglie originalità e oggi si ha bisogno d’innovazione per il bene di tutti.

3) In questa società materiale come riuscire a far coincidere l’arte con l’interesse manageriale?

Bella domanda a cui non so darti una risposta precisa, so soltanto che oggi i manager, i produttori (italiani) pensano soprattutto all’immagine di un gruppo…Più si è di bell’aspetto e più c’è la possibilità di fare soldi, di vendere cd.
Importante è piacere soprattutto alle ragazzine, sono loro che sborsano soldi per avere cd originali, o per comprare riviste che parlano dei loro “miti”, sono loro che alimentano il mercato musicale.

4) Si può essere ancora se stessi e fare arte per arte oggi? Vediamo tanti gruppi o singoli artisti costretti più a un ruolo di personaggio per compiacere il pubblico e le case discografiche.

E’ quello che ho detto più o meno nelle risposte precedenti…Guai a non essere se stessi…Si rischierebbe di perdere la propria idendità, e mi sai dire cos’è un uomo senza identità???
Cos’è un essere umano che si prostituisce solo perchè il mercato glielo chiede???
Chi riesce a sentire ancora la musica libero da ogni pregiudizio, chi riesce ad ascoltarla con le proprie orecchie e non con quelle delle radio che ci tartassano facendoci passare ogni minuto le stesse canzoni quasi a volercele mettere per forza in testa, è a conoscenza del fatto che molti  artisti non sono più quelli del passato, e che se le loro canzonette le avessero fatte altri musicisti non avrebbero avuto lo stesso successo.
Diciamo che sfruttano la fama fatta nel passato per vivere di rendita nel presente/futuro…
Credo che noi non riusciremmo mai a venire a compromessi vendendo la nostra anima e tradendo così chi ci segue e che condivide le nostre idee solo perchè qualcuno ci parla di mercato.
Il mercato è per altri, è per mercenari.

5) Nei vostri testi c’è molto sociale e si tocca il pessimismo attuale e il disagio giovanile esistenziale con sogni, speranze e il parlar d’amore, realtà in fondo sempre presenti nei testi cantautoriali di venti, trent’anni fa. Siamo nel 2010, non è cambiato nulla nella società?

E’ verissimo, purtroppo non è cambiato nulla e quello che è cambiato è cambiato solo in peggio.
C’è una situazione di crisi e di disagio pazzesca.
Nessuno si sofferma a parlare di emergenza giovanile, ma se ognuno di noi si soffermasse davvero a pensare ad una causa comune e non singolare, credo si creerebbe una bomba che una volta esplosa assumerebbe i contorni di una guerra civile, di  un terrorismo che tornerebbe attuale visto i passi indietro fatti soprattutto negli ultimi anni.
Ogni disoccupato ad esempio è vittima di una cattiva gestione politica, ogni essere umano ha il diritto di poter sognare una vita decente, costruita sull’onestà e sul lavoro, per potersi godere la vita avendo qualche euro da spendere.

6) E’ difficile oggi cercare nuovi strumenti d’espressione?

Abbastanza se si pensa che tutto quello che c’è da dire è stato detto e scritto già in passato.
Ma dato che come dicevamo prima non è cambiato nulla, ci si deve per forza di cose soffermare su argomenti già trattati.

7) dove cercate maggiormente la sperimentazione? vocalmente, testualmente o strumentalmente?

Cerco di dare un ritmo già nel momento in cui scrivo i pezzi, poi porto il tutto nel nostro “Garage prove” dove i musicisti lavorano sulla musica e io metto la voce. E’ tutto così spontaneo…

8- A chi v’ispirate? tutti gli artisti hanno un’icona, un padre guida, il vostro chi è?

Ci ispiriamo a tutti e a nessuno, cerchiamo di essere originali. Abbiamo tanti modelli con diverse correnti musicali e forse questo ci aiuta a creare brani alternativi privi di padri guida.

9) Cosa consigliereste a un giovanissimo che ha voglia d’intraprendere questa strada?

Di credere sempre nelle sue idee e non modificarle per niente al mondo.

10) Chi è il pubblico dei THE LONELINESS? solo giovani o anche nostalgici di un rock ben fatto?

Il pubbico dei The Loneliness abbraccia varie età, bisogna considerare il fatto che questo genere di musica non và per la maggiore, noi ci accontentiamo di quello che il tempo ci darà in gestione.

11) State avendo tante proposte da parte di case discografiche, finalmente il sogno si concretizza, ma qual’è il vostro sogno? cosa significa per voi “arrivare”? suonare sul palcoscenico di Sanremo? (popolarità, soldi ecc.) E quanto conta davvero arrivare?

Si abbiamo qualche proposta, siamo ancora agli inizi e quindi non vogliamo pensare troppo a quello che sarà o che potrebbe essere. Un bambino prima di correre deve saper camminare, trovare il giusto equilibrio, noi a questo dobbiamo pensare, a trovare il giusto equilibrio per saper correre bene.
Sanremo non c’interessa, è per vip, dovendo scegliere preferiremmo altri palcoscenici anche meno popolari ma che ti danno tanto.
Arrivare conta è inutile essere ipocriti e dire il contrario, ma vorremmo farlo a modo nostro, dovendo restare  i The Loneliness di ora legati a tutto ciò che è semplice e bello.

12) Avete la possibilità di promuovervi, cosa direste per convincere qualcuno a comprare il vostro album?

Ancora non abbiamo pubblicato nessun album, stiamo lavorando per poterlo fare a breve, credo che a Gennaio 2011 dovrebbe esser pronto il nostro primo lavoro.
Per pubblicizzarlo penso basti quanto detto finora, chi ama la semplicità, il rispetto totale per ogni singolo individuo, a chi piace la rabbia che abbiamo dentro non può fare a meno di comprarlo.
A proposito siamo presenti su Facebook, basta scrivere THE LONELINESS in stampatello sul motore di ricerca e il gioco è fatto, anche se i pezzi sulla pagina sono dei pezzi registrati in modo del tutto amatoriale, sperando di poter offrire al più presto un lavoro ben fatto al nostro pubblico.

Colgo ora l’occasione di presentare i componenti della band:
Alla voce: Antonio Parrone
Alla I chitarra: Daniele Fida
Alla II chitarra: Ennio Pronestì
Al basso: Claudio Cordiano
Alla batteria: Francesco Marchese


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5 Comments to “MUSIC: THE LONELINESS Il rock arrabbiato calabrese”

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